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Al via il crowdfunding “In rete per la rete”

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Oggi, 13 maggio 2018 alle ore 12.00, daremo il via alla raccolta fondi “In rete per la rete”. Un’azione di solidarietà realizzata in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Portofino e la partecipazione di tante realtà che operano sul territorio per sostenere ancora una volta i pescatori della Tonnarella di Camogli e garantirne la sopravvivenza!

E per raccontarvi un pò più nel dettaglio di cosa si tratta ecco i numeri:

30.000 € è l’ambizioso obiettivo di fondi da raccogliere per poter comprare il materiale per il prossimo anno ed effettuarne la lavorazione, e per sviluppare nuovi trattamenti di valorizzazione del pescato!

40 i giorni in cui il crowdfunding resterà attivo on line

10 le ricompense a fronte di una donazione

6 le realtà commerciali locali coinvolte: Battellieri Golfo Paradiso, Ittiturismo Castel Dragone, B&B Diving Center, Ristorante Spadin, Ristorante Vento Ariel, Hotel Cenobio dei Dogi

2 le istituzioni: Comune di Camogli ed Area Marina Protetta di Portofino

l’ultimo numero sarà costituito da quanti vorranno essere sostenitori di questa campagna! …speriamo tantissimiiii!

Difendiamo il mare, sosteniamo la tradizione, fieri di essere parte dell’equipaggio della Tonnarella

Per approfondire clicca qui: https://www.eppela.com/tonnarella

 

#tonnarella #crowdfunding #Inreteperlarete #sustainable fishing

 

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Perchè il mare è blu?

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Anche ai colori è stata dedicata una giornata internazionale! Ed il colore a noi più caro è, ovviamente, il blu.

Blu come gli oceani che ricoprono più del 70% della superficie terrestre, blu come dovremmo chiamare il nostro pianeta ma.. blu perché?

Durante le attività che facciamo con i bambini ci piace sempre domandare loro perché il mare sia blu, e le risposte sono sempre spunti di riflessione, talvolta talmente precise da lasciarci a bocca aperta, talvolta talmente fantasiose da ricordarci quanto meravigliosamente creativa possa essere la mente umana!

Alla fine però, in un modo o nell’altro dobbiamo svelare questo “mistero” e scoprire che è proprio grazie ai colori di cui è formata la luce che l’acqua si “tinge” di blu.

La luce del sole che illumina la superficie del mare è composta dall’insieme dei colori dell’arcobaleno, e quelli visibili ai nostri occhi sono il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, l’indaco e il violetto: ciascun colore non è altro che un’onda elettromagnetica che viene assorbita dall’acqua, che per sua natura è trasparente, in modo differente in funzione della sua lunghezza d’onda.

Le prime onde elettromagnetiche che vengono assorbite dall’acqua sono quelle della regione del rosso, colore che già a scarsa profondità “scompare”. Il colore blu ed il violetto possono invece “raggiungere” profondità più elevate, fino circa 200 metri di profondità, dando al mare il suo inconfondibile colore.

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Giornata Mondiale del Tonno

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Il 2 maggio 2017 si è celebrata per la prima volta la giornata mondiale del tonno che oggi compie il suo primo anno!

La giornata è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2016 per celebrare e sostenere il valore del tonno sia da un punto di vista economico che nutrizionale per moltissimi paesi nel mondo ma anche per riconoscere l’importanza decisiva nella gestione sostenibile della pesca del tonno.

Infatti ad oggi, più di 80 Stati praticano la pesca al tonno, migliaia di navi dedite alla pesca al tonno operano in tutti gli oceani e la portata della pesca al tonno continua a crescere in particolare negli oceani Indiano e Pacifico. Sono circa 40 globalmente le specie di tonno e affini che rientrano nella filiera alimentare e che sono fondamentali per la sussistenza.

Le due principali produzioni che guidano la pesca sono il tonno in scatola ed il sushi e sashimi.

In particolare per il Sashimi è crescente la richiesta del tonno rosso (Thunnus thynnus), pescato nel mediterraneo, la cui pesca in Italia è regolamentata dal Ministero per le politiche agricole con un valore massimo ed una ripartizione di quote distribuite tra i diversi metodi di pesca.

Il tonno è una risorsa da difendere e dedicargli una giornata mondiale è un primo passo comune verso una scelta di sostenibilità, a difesa dell’equilibrio tra le risorse e l’attività di pesca, che assicuri il naturale rinnovamento, evitando il sovra sfruttamento e la pesca illegale e accidentale.

ph. Mauro Giacobbe

Attualmente i metodi di pesca per la cattura di tonno rosso più diffusi nel Mediterraneo sono le reti a circuizione (conosciute come “tonnare volanti”) e i palangari di superficie o derivanti.

Le tonnare fisse, compresa la tonnarella di Camogli, un tempo assicuravano abbondanti catture ma sono rimaste pochissime e legate soprattutto alla tradizione locale, alcune persino prive di licenza di pesca e di “quote tonno”.

Il tonno è una risorsa da difendere e dedicargli una giornata mondiale è un primo passo comune verso una scelta di sostenibilità, a difesa dell’equilibrio tra le risorse e l’attività di pesca, che assicuri il naturale rinnovamento, evitando il sovra sfruttamento e la pesca illegale e accidentale.

Difendere e valorizzare i sistemi di pesca tradizionali è fondamentale per contribuire a questo percorso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La danza dei pesci

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Quando pensiamo alla danza, pensiamo alle ballerine e ai ballerini in palestre, teatri o piste da ballo ed alla danza spesso associamo la seduzione.

La danza non è prerogativa dell’uomo, anzi, sono moltissimi gli animali che si esibiscono in danze per cercare di conquistare il partner o per scoraggiare un altro pretendente.

Le danze nuziali più famose sono sicuramente quelle degli uccelli; avete mai visto un gabbiano od un piccione che danze ed evoluzioni compie per cercare di conquistare la compagna ? Un autentico spettacolo a cui manca solo il Walzer di sottofondo!

Se le danze degli uccelli sono famose, un po’ meno lo sono quelle dei pesci, che sono ugualmente spettacolari ed ipnotizzanti.

I maschi di diverse specie fanno di tutto pur di farsi notare dalle femmine, a volte cambiano persino vestito! La livrea nuziale di diverse specie è molto appariscente e colorata e quale modo migliore per mostrarla se non danzando ?

Maschio di Peperoncino (Trypterigion tripteronotus) in livrea nuziale

I maschi di Cernia Bruna, quando sono in fase riproduttiva, cambiano colore “indossando un vestito argento” girano e passano in mezzo all’harem di femmine inclinandosi per mostrare la loro stazza e la loro colorazione in una vera e propria dimostrazione di bellezza e fascino.

Quando invece si forma una coppia di Re di Triglie, i due partner nuotano a lungo fianco a fianco, con un movimento rotatorio, proprio come una coppia che sta danzando.

Re di Triglie (Apogon imberbis)

Nel Mar Ligure, tordi, donzelle, castagnole e tante altre specie con l’arrivo della bella stagione iniziano a danzare per conquistare i partner .. e bastano maschera e boccaglio per assistere a queste esibizioni!

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Ponte sotto il sole

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Il movimento delle stagioni

Nel mezzo tra due ponti, molti di noi in questi giorni si stanno godendo il primo tiepido sole primaverile.

Ma è davvero arrivata la primavera?

L’aria a tratti sembra ancora fresca e a noi, che siamo dei pesciolini, interessa soprattutto il mare.

In mare cosa sta succedendo?

Se qualcuno ha già fatto il primo bagno stagionale si sarà già accorto che l’acqua è fredda, di solito in questo mese di aprile è sempre fredda ma, quest’anno, la stagione è del tutto in ritardo.

E la temperatura dell’acqua è uno dei fattori che maggiormente influenza la stagionalità della pesca e quindi, volente o nolente, anche ciò che compare sulle nostre tavole.

La Tonnarella, che pesca pesce che si avvicina sotto costa a cercare l’acqua più calda, in questo periodo avrebbe già dovuto accogliere nella sua rete le palamite, cosa che al momento, non è ancora accaduto.

La stagione è shiftata in avanti; questo potrà significare magari il mantenimento della rete in mare più a lungo.

Il cambio del clima e i grandi eventi climatici “catastrofici” degli ultimi tempi sono un segnale importante che qualcosa sta cambiando e purtroppo noi ci dobbiamo adattare, anche se spesso non lo facciamo, volendo consumare tutto l’anno prodotti che in realtà sarebbero presenti solo in una certa stagione.

E allora che dovremmo fare?

Il consiglio è quello di imparare a muoversi come fossimo anche noi delle onde, seguendo le stagioni ed il loro movimenti, potrà anche essere un modo per rendere la nostra vita “alimentare” meno monotona.

#InReteperlaRete #tonnarella

 

 

 

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La fioritura del mare

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Ma cos’è sta puzza? … E’ primavera!!!!

Anche se qui in Liguria è sembrato che la primavera tardasse ad arrivare, ci siamo già immersi in pieno! Ed una delle manifestazioni più evidenti della primavera marina è il proliferare delle Barchette di San Pietro (Velella velella), idrozoi dal caratteristico colore viola che “veleggiano” sulla superficie dei mari temperati trasportati dal vento.

L’aumento delle ore di luce favorisce lo sviluppo delle attività di fotosintesi, di conseguenza si ha un’eccezionale crescita degli organismi vegetali del plancton (fitoplancton) nel giro di pochi giorni ed in risposta un’ altrettanto rapida crescita degli erbivori zooplanctonici che se ne nutrono, tra cui proprio le velelle!

Appartenente alla famiglia degli cnidari come le meduse, gli anemoni ed i coralli, le barchette di San Pietro sono caratterizzate da un disco ovale con anelli concentrici lungo qualche centimetro che trattiene l’aria permettendo il galleggiamento e da una piccola vela sottile in grado di sfruttare il vento per muoversi. Al di sotto del disco, tanti piccoli tentacoli utilizzati per catturare il plancton di cui si nutre, ma anche per respirare o riprodursi.

La vela è posta diagonalmente sul disco, il posizionamento della vela è differente tra i vari organismi, per qualcuno è in direzione destra-sinistra, per altri all’opposto, così permettendo la massima diffusione e dispersione sulla superficie marina.

Spesso le velelle sono avvistate a formare delle macchie viola su ampi spazi di mare, più frequentemente (purtroppo) ci si accorge di loro quando, trasportate in gran numero sulla battigia, spiaggiano per poi morire e farsi notare  non solo per il  colore ma soprattutto per lo sgradevole odore!

Quando sentite quel odore d’ora in poi però non storcete il naso, ricordatevi… è la primavera!!!

E se volete godervi un pò di mare primaverile non perdetevi la nostra prima escursione guidata alla Tonnarella di Camogli il 21 aprile alle 16:30! link all’evento

 

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Gigantesco uovo di Calamaro ritrovato a Camogli

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I pescatori di Camogli ritrovano un uovo di Calamaro gigante durante i lavori per la messa a mare della Tonnarella

Durante il consueto sopralluogo della Cooperativa Pescatori di Camogli presso gli scogli di Porto Pidocchio dove viene posizionata ogni anno la “Tonnarella”, i pescatori si sono trovati di fronte ad una scoperta sorprendente: un enorme uovo di Calamaro gigante di circa 2 metri di diametro galleggiava nelle acque del Golfo Paradiso!

Secondo gli esperti dell’Area Marina Protetta di Portofino potrebbe trattarsi di un uovo della specie Ommastrephes bartramii di cui sono riportati rarissimi avvistamenti nel nostro mare.

“La tonnarella ha intrappolato moltissime stranezze nei suoi secoli di attività, ma un uovo del genere non lo avevamo mai visto” dichiara uno dei più anziani pescatori testimoni del ritrovamento.

Ora non resta che aspettare la prossima messa in mare della rete, solo allora si potrà capire se esiste una popolazione stabile di Calamari a Camogli o se il ritrovamento è stato solo un evento casuale dovuto alle forti mareggiate di questi ultimi giorni…

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I pescatori di Camogli ancora al lavoro per la Tonnarella

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Dopo il grave incidente accorso alla Tonnarella di Camogli nell’aprile 2017, i pescatori non sapevano se avrebbero avuto la forza di rimettersi al lavoro per continuare questa tradizione antica.

La stagione persa, l’ingente perdita economica subita e la fatica del lavoro rendevano tutto più difficile; nonostante questo la voglia di portare avanti la propria tradizione si è rivelata più forte e i pescatori oggi sono ritornati al lavoro.

In questi giorni a S.Fruttuoso di Camogli (dove si trova da sempre la fascia adibita alla costruzione delle cime) si sta ultimando la lavorazione dei cavi, la parte più robusta della struttura della Tonnarella.

In contemporanea, sul molo di Camogli, il futuro equipaggio della Tonnarella sta costruendo le altre “pezze” dell’impianto che, probabilmente, sarà in mare dai primi giorni di aprile.

I pescatori al lavoro e la rete stesa sul molo rappresentano da sempre, per gli abitanti di Camogli, un buon auspicio, il segnale d’inizio della primavera e poi, della futura stagione di pesca.

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Giornata mondiale dell’acqua 2018

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Oggi è la giornata mondiale dell’acqua.

Noi, che amiamo l’acqua, il mare e svolgiamo le nostre attività con l’ambizione di sensibilizzare e far conoscere le sue ricchezze a quante più persone possibile, vogliamo cogliere lo spunto di questa giornata per una semplice riflessione.

L’idea che abbiamo infatti è che l’acqua sia ancora attualmente vista da molti come una merce da “usare” e non come un bene comune della Terra, come fonte di vita e quindi come un “capitale naturale”, come risorsa da gestire e tutelare.

Condividere questo decalogo relativo alle buone pratiche che si possono mettere in pratica ogni giorno nel nostro avere a che fare con l’acqua, è ricordarci che ogni nostra piccola azione piò avere una ricaduta importante sull’ambiente: ognuno di noi è una goccia, ma senza gocce il mare non esisterebbe!

 

  • Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o fai lo shampoo.
  • Un rubinetto che gocciola innervosisce. Ma soprattutto spreca migliaia di litri d’acqua.
  • Uno scarico del water che permette di regolare il flusso dell’acqua, fa risparmiare migliaia di litri l’anno.
  • Non lavare troppo spesso l’auto e quando lo fai usa il secchio. L’acqua merita un destino migliore.
  • Alle tue piante servono tante cure. Non tanta acqua.
  • Montare un semplice frangigetto può farti risparmiare fino al 50% di acqua.
  • Per lavare le verdure: riempi un contenitore, lava e usa l’acqua corrente solo per il risciacquo.
  • Usa la doccia. Puoi risparmiare fino al 75% di acqua.
  • Controlla il tuo contatore a rubinetti chiusi. Una perdita nelle tubature può costare moltissimo.
  • Aiuta e sostieni chi si batte per l’ambiente.

Fonte: www.parks.it

Vi lasciamo con un articolo di Ferdinando Boero, che illustra l’importanza degli oceani sulle nostre vite.

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Stagionalità è sostenibilità – che pesce mi consigli? Il Sarago

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Pesce di febbraio: il Sarago

I mesi che precedono la primavera sono i migliori per gustarne il sapore: il consumo di alghe che fanno parte della sua dieta, la cui presenza aumenta nella stagione primaverile, contribuirebbe a rendere la carne del Sarago stopposa. In particolare sono in corso alcuni studi volti a dimostrare che la Caulerpa cylindracea, specie invasiva aliena di cui il sarago è ghiotto,  danneggerebbe la qualità della carne del sarago.

In Mediterraneo sono 5 le specie di sarago presenti, il nostro consiglio del mese è rivolto ad una di queste: il sarago fasciato.

Nome specie: Comune/scientifico Sarago fasciato /Diplodus vulgaris

Famiglia: Sparidi

Nomi dialettali liguri: nome (zona) – Testaneigra (Genova)

Banco di saraghi pizzuti

Caratteristiche morfologiche: Dal corpo ovale e compresso, ha il muso corto, la testa e la bocca piccole. Tutti i saraghi (cioè le specie del genere Diplodus) sono caratterizzati da una colorazione grigio argentea, da una macchia nera al margine della pinna codale e da denti anteriori incisivi, psteriori canini e molari che rimangono più nascosti. Nel Mar Ligure ne sono note quattro specie che si differenziano principalmente per la distribuzione ed il colore della striature verticali: il Sarago sparaglione, il Sarago maggiore, il Sarago testa nera o Sarago fasciato ed il Sarago pizzuto.

Il Sarago fasciato, oggetto della nostra scheda, è caratterizzato da dal colore grigio con delle bande longitudinali dorate e presenta oltre alla tipica macchia nera sul peduncolo caudale, una vistosa banda verticale nera dietro il capo. Ha pinne pettorali triangolari e pinna caudale forcuta.

Riproduzione: La taglia degli individui sessualmente maturi è di 17 cm, e la taglia media circa 22 cm di lunghezza. Le misure massime riportate corrispondono a 47 cm di lunghezza e 1,3 kg di peso.

Ermafrodita senza una regolare successione di fasi sessuali (ovvero può essere alternativamente prima maschio e poi femmina o viceversa senza una regola fissa), si riproduce in autunno deponendo uova galleggianti che vengono fecondate dai maschi. Quando si schiudono i piccoli avanotti vivono in gruppi, prediligendo le acque poco salate in prossimità della costa.

Alimentazione: E’ carnivoro ed erbivoro; la principale risorsa sono i ricci che vengono triturati con la forte dentatura, oltre a crostacei, vermi e molluschi ma divora anche sostanze vegetali.

Abitudini e curiosità: Specie eurialina (si adatta a frequenti cambi del valore di salinità dell’acqua), frequentano fondali scogliosi e rocciosi dove è presente abbondante vegetazione o praterie di posidonia, queste ultime sono predilette soprattutto dagli individui giovani. Da giovane vive in branchi ma diventa solitario con l’età, si spingono più al largo e a maggiori profondità, pur frequentando ugualmente le scogliere e le praterie di posidonia. Grazie alla loro adattabilità alle variazioni di salinità dell’acqua penetrano anche in acque salmastre, nei porti, nelle darsene e nelle foci fluviali.

Nonostante i saraghi siano voraci predatori, sono anche ghiote prede: oltre a pesci serra e ricciole, uno degli acerrimi nemici del sarago è il falco pescatore (Pandion haliaetus) che riesce a catturate i saraghi afferrandoli con i propri artigli quando i pesci si trovano vicino alla superficie.

Metodi di pesca: Si pescano con palamiti, nasse e tramagli. La taglia minima della specie è fissata a 18 cm.

Ricetta:

La carne del sarago è sempre ottima, per finezza e gusto, in particolare nei mesi da marzo a maggio. Grazie al sapore intenso risulta ottimo se cucinato alla griglia.

Un sarago pizzuto solitario in prossimità di un relitto

E visto che si avvicinano le giornate primaverili, se ne avete la possibilità, vi consigliamo di gustarvi il vostro sarago grigliato godendovi il primo calore del sole primaverile!

“Saraghi alla griglia”

Ingredienti:

4 saraghi di circa 350 gr

2 limoni

Olio di oliva

Sale

Pulite i pesci senza squamarli ed adagiateli sulla griglia uno alla volta, molto unti di olio. Lasciarlo cuocere per 7 – 8 minuti, trascorso questo tempo smuovetelo per evitare che si attacchi. Solo dopo  15 minuti di cottura giratelo perché finisca di cuocere dall’altro lato.

Disporli man mano su un piatto di portata, guarniti da spicchi di limone senza rimuovere la pelle che, indurita, verrà facilmente rimossa al momento del consumo.

Accompagnare con insalata verde.

 

Bibliografia

Costa F. Atlante dei pesci dei mari italiani. Mursia, 1991

Louisy P., Trainito E. Guida all’identificazione dei pesci marini d’Europa e del Mediterraneo. Il Castello, 2006

Tortonese E. I pesci e i cetacei del Mar Ligure. Bozzi, 1965

Palombi A., Santarelli M. Gli animali commestibili dei mari di Italia. Hoepli, 1960

http://fishbase.org

http://www.fao.org/fishery/species

 

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