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Inizia la stagione turistica alla Tonnarella 2018!

Escursioni | 0 comments | by Ziguele

Ziguele inaugura la stagione con un’escursione speciale in occasione del Tonnarella day del 21 aprile a Camogli, alle ore 16.30, con imbarco presso il porticciolo.

Tra le mille difficoltà della fase di lavorazione e messa a mare, la tonnarella di Camogli è in pesca anche quest’anno.

Sabato scorso si è assistito alla messa a mare dell’impianto con una cerimonia che ha visto anche la benedizione da parte del prete, come veniva fatta un tempo, quando le superstizioni governavano la vita dei pescatori.

Così in questi giorni è iniziata la pesca.

Ma cosa succede al nostro mare in questo periodo? Perché l’impianto viene posizionato in mare adesso e non più avanti?

La primavera sta arrivando, l’aria si sta riscaldando.

E in mare cosa succede?

Anche il mare in questo periodo comincia a riscaldarsi.

La Tonnarella pesca pesci “di passo” pelagici. Pelagos significa “del largo” e appunto i pesci che si trovano al largo cominciano ad avvicinarsi sotto costa a cercare l’acqua più calda. I primi pesci che si avvicinano sotto costa in aprile sono le palamite (Sarda sarda), annoverate nella lista dei cosiddetti pesci poveri.

L’impianto sfrutta questo comportamento dei giovani pelagici aspettando che il pesce entri naturalmente dentro il labirinto di reti che si viene a delineare sotto S.Rocco di Camogli.

 

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I pescatori di Camogli ancora al lavoro per la Tonnarella

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Dopo il grave incidente accorso alla Tonnarella di Camogli nell’aprile 2017, i pescatori non sapevano se avrebbero avuto la forza di rimettersi al lavoro per continuare questa tradizione antica.

La stagione persa, l’ingente perdita economica subita e la fatica del lavoro rendevano tutto più difficile; nonostante questo la voglia di portare avanti la propria tradizione si è rivelata più forte e i pescatori oggi sono ritornati al lavoro.

In questi giorni a S.Fruttuoso di Camogli (dove si trova da sempre la fascia adibita alla costruzione delle cime) si sta ultimando la lavorazione dei cavi, la parte più robusta della struttura della Tonnarella.

In contemporanea, sul molo di Camogli, il futuro equipaggio della Tonnarella sta costruendo le altre “pezze” dell’impianto che, probabilmente, sarà in mare dai primi giorni di aprile.

I pescatori al lavoro e la rete stesa sul molo rappresentano da sempre, per gli abitanti di Camogli, un buon auspicio, il segnale d’inizio della primavera e poi, della futura stagione di pesca.

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Giornata mondiale dell’acqua 2018

Eventi | 0 comments | by Ziguele

Oggi è la giornata mondiale dell’acqua.

Noi, che amiamo l’acqua, il mare e svolgiamo le nostre attività con l’ambizione di sensibilizzare e far conoscere le sue ricchezze a quante più persone possibile, vogliamo cogliere lo spunto di questa giornata per una semplice riflessione.

L’idea che abbiamo infatti è che l’acqua sia ancora attualmente vista da molti come una merce da “usare” e non come un bene comune della Terra, come fonte di vita e quindi come un “capitale naturale”, come risorsa da gestire e tutelare.

Condividere questo decalogo relativo alle buone pratiche che si possono mettere in pratica ogni giorno nel nostro avere a che fare con l’acqua, è ricordarci che ogni nostra piccola azione piò avere una ricaduta importante sull’ambiente: ognuno di noi è una goccia, ma senza gocce il mare non esisterebbe!

 

  • Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o fai lo shampoo.
  • Un rubinetto che gocciola innervosisce. Ma soprattutto spreca migliaia di litri d’acqua.
  • Uno scarico del water che permette di regolare il flusso dell’acqua, fa risparmiare migliaia di litri l’anno.
  • Non lavare troppo spesso l’auto e quando lo fai usa il secchio. L’acqua merita un destino migliore.
  • Alle tue piante servono tante cure. Non tanta acqua.
  • Montare un semplice frangigetto può farti risparmiare fino al 50% di acqua.
  • Per lavare le verdure: riempi un contenitore, lava e usa l’acqua corrente solo per il risciacquo.
  • Usa la doccia. Puoi risparmiare fino al 75% di acqua.
  • Controlla il tuo contatore a rubinetti chiusi. Una perdita nelle tubature può costare moltissimo.
  • Aiuta e sostieni chi si batte per l’ambiente.

Fonte: www.parks.it

Vi lasciamo con un articolo di Ferdinando Boero, che illustra l’importanza degli oceani sulle nostre vite.

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ROTTA SUI DIRITTI – Una filastrocca contro le discriminazioni

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Vi auguriamo un buon fine settimana, in attesa di incontrarci lunedì 20 alle 14.00 alla Biblioteca E.De Amicis, per l’Evento benefico “ROTTA SUI DIRITTI” con  una filastrocca di Gianni Rodari,  per la tutela di tutti i fanciulli dalla discriminazione! I20 novembre festeggeremo insieme perchè si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: sono oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. In Italia la sua ratifica è avvenuta nel 1991. 

Il dromedario ed il cammello

Gianni Rodari

Una volta un dromedario,
incontrando un cammello,
gli disse: – Ti compiango,
carissimo fratello;
saresti un dromedario
magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più.

Il cammello gli rispose:
– Mi hai rubato la parola.
E’ una sfortuna per te
avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere
un cammello perfetto:
con te la natura
ha sbagliato per difetto.

La bizzarra querela
durò tutto una mattina.
In un canto ad ascoltare
stava un vecchio beduino
e tra sé, intanto, pensava:
Poveretti tutti e due,
ognun trova belle
soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona
al mondo tanta gente
che trova sbagliato
ciò che è solo differente!

 

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Non sappiam più che pesci pigliare!

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Il pesce costituisce un alimento fondamentale nella nostra dieta, apporta proteine e grassi insaturi, ad alta concentrazione di omega 3, che contribuiscono al benessere del nostro organismo: dalla protezione della vista, alla salute cardiovascolare, senza dimenticare lo sviluppo dell’intelligenza!

Purtroppo però accade che il consumo di pescato spesso superi l’offerta tanto che ogni anno viene calcolato il “Fish Dependence Day” ossia la data in cui il consumo di pesce di una determinata nazione supera la sua produzione annuale di pescato.

Se pensiamo a paesi che non si affacciano sul mare, ci viene piuttosto facile pensare che questo possa accadere nei primi mesi dell’anno, ma se immaginiamo la nostra Italia ed i suoi circa 7000 km di costa probabilmente ci lascerà di stucco la notizia che nel 2017 il “Fish Dependence Day” si è compiuto, ironia della sorte, il 01 Aprile!!

Esiste una via per evitare che questo accada, e non è certo quella di smettere di mangiare pesce! Le nostre acque sono altamente produttive e potrebbero garantire una fornitura di risorse ittiche stabile e a lungo termine, ma è necessario che queste risorse vengano gestite responsabilmente.

Favorire la pesca artigianale e sostenibile rispetto alla pesca industriale non selettiva che depaupera gli stock ittici, non limitarsi al consumo di solo alcune note specie di pesci, come orate e branzini, ma prediligere il consumo di prodotti locali e del cosiddetto “pesce povero”, forse di minore appeal per il mercato, ma di non inferiore qualità o valore  sono i primi gesti che possono portare un miglioramento della salute dei nostri ecosistemi marini!

Se siete interessati all’argomento ed avete voglia di approfondirlo in un contesto unico ed informale e, perchè no, sorseggiando un aperitivo, potete partecipare il 20 Ottobre alle 19.00 al Museo di Storia Naturale all’aperitivo di “Scienza a tutta birra” dove interverrà il nostro biologo marino Lorenzo Merotto!

 

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I 5 sensi del mare: il gusto

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Gusto: senso che permette la definizione qualitativa di una sostanza in base al sapore.

La settimana scorsa abbiamo parlato di olfatto, udito, tatto e vista … non vi sembra che manchi qualcosa? Esatto! Il gusto! Non ce ne eravamo certo dimenticati e dopo la Notte Bianca dei Bambini ecco in arrivo il prossimo evento Ziguele: in collaborazione con il locale “Panino Marino” potrete provare a comporre il panino dei vostri sogni!
Se pensiamo al mare, sicuramente il primo gusto che ci viene in mente è salato: quante volte senza volere l’acqua ci è finita in bocca mentre sguazziamo fra le onde? Eppure se ci pensiamo meglio i gusti che ci porta il mare sono tanti e deliziosi e li possiamo trovare spesso sulla nostra tavola!

Un cibo, il pesce, che l’uomo ha iniziato a sfruttare fin dall’antichità, quando, prima di iniziare a praticare l’agricoltura, si cibava di selvaggina, radici e bacche. La selvaggina però era più soggetta a migrazioni quindi i pesci diventarono la fonte più affidabile di proteine e grassi nell’alimentazione degli uomini preistorici. Inoltre il pesce forniva, ieri come oggi, aminoacidi essenziali e acidi grassi che le piante non potevano fornire.


Le tecniche di pesca si basavano su reti, a strascico o fisse. Venivano organizzate vere e proprie battute per spaventare e spingervi il pesce, come nelle moderne tonnare; gli Egiziani invece lo catturavano poi con arpioni o nasse piazzate lungo il fiume. I più abbienti di questo popolo, ma anche fra i Babilonesi disponevano inoltre di vivai, ottenuti deviando il corso delle acque in bacini chiusi, in cui allevavano pesci e molluschi.
Nel mercato dei Greci troviamo pesciolini di poco prezzo e pesci più grandi, alcuni molto costosi, d’acqua dolce e salata. Il pesce si vendeva fresco o affumicato, o in salamoia: alici, acciughe e tonno. Sarebbe invece troppo lungo fare l’elenco di tutti i pesci che, di volta in volta, furono considerati il non plus ultra dai buongustai romani: spigole, murene, e soprattutto triglie. Poi c’erano i crostacei, le gigantesche aragoste e, per le grandi cene, le ostriche, che non mancavano mai.

Insomma, da che mondo è mondo, il pesce arricchisce la nostra tavola e la nostra dieta con sostanze insostituibili, ma soprattutto con gusto ineguagliabile.

Se vi ritrovate in questa storia, come degni discendenti dei golosi romani, allora vi aspettiamo sabato 11 novembre, per giocare proprio con il quinto senso: il gusto. Salvatelo in agenda!!!

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Le favole del “raccontamarino”

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Ieri tantissimi bambini hanno festeggiato la “notte bianca dei bambini” genovese!

Ecco le favole che hanno creato nel nostro laboratorio “Il Raccontamarino” con la loro fantasia seguendo gli indizi forniti dai tanti materiali che hanno stimolato i loro sensi!

Prima Favola – Lo strano caso dello squalo verde
C’era una volta in un mare lontano lontano un pesciolino dai colori preziosi: era un’orata e quello che più desiderava al mondo era diventare uno squalo, così avrebbe potuto mangiare gli altri pesci. Grazie ad un incantesimo marino… ecco che per magia… l’orata si trasformò in un bello squalo potente dai denti scintillanti.
Un marinaio voleva pescare lo squalo, ma prima doveva verniciare di verde la sua barca, altrimenti non poteva navigare! Purtroppo i gabbiani rovesciarono tutta la vernice sopra lo squalo che divenne tutto verde e non ne era per niente contento; gli capitò che, mentre nuotava lamentando le sue disavventure e sperando in un aiuto, un subacqueo lo incrociò e, invece di dargli una mano, scappò subito via per raccontarlo ai suoi amici…mica capita tutti i giorni di vedere uno squalo verdissimo!!! Nel frattempo passò un motoscafo che aiutò lo squalo togliendogli la vernice di dosso.
A questo punto il nostro squalo pinneggiava felice, quando incontrò una bella principessa capodoglio e se ne innamorò perdutamente mentre la guardava muoversi maestosa fra i flutti. La principessa anche si innamorò dello squalo, ma chiese alla magia del mare di apparire come un’orata perché aveva paura che lo squalo la mangiasse e così, piccina picciò, sperava di non essere vista.
Nel mentre che l’amore sbocciava si udì un suono lontano, portato dalle onde e dal vento: il canto delle balene. Irresistibile per tutti gli innamorati, lo squalo e l’orata si misero a ballare e si baciarono.
Il MagoSqualo, che stava osservando la danza, sapeva però come interrompere le trasformazioni che la magia del mare aveva causato e alle prime luci dell’alba l’incantesimo si spezzò e dopo che la principessa ebbe potuto finalmente rivelare la sua identità, ritornarono a casa insieme.
Seconda Favola – I magici amici del mare
 C’era una volta in un mare lontano lontano un pesciolino dai colori preziosi: era un’orata e quello che più desiderava al mondo era fare scomparire tutte le navi del mare perché puzzavano di pittura. Anche la sua amica murena Serena lo voleva e andarono a raccogliere tutti i loro amici per capire come fare. Fra questi amici c’era anche il polpo Gianni, che si unì a loro e con i suoi fortissimi tentacoli cercò di fermare le barche, ma solo con i tentacoli non riusciva allora provò a farlo con le conchiglie magiche della sua collezione, ma anche questo tentativo fallì. Anche Giorgina la stella marina e i suoi 20 parenti erano fatati: potevano diventare dei boomerang!! Ma nonostante questa fantastica caratteristica, le navi proprio non si riuscivano a far sparire. Ad un certo punto tutti sentirono un canto di balene ed ebbero tutti la stessa idea: quegli imponenti animali, avrebbero potuto lanciare tutte le navi fuori dal mare con un sol colpo di coda!!!E fu proprio allora che arrivò un altro amico: Beppe, lo squalo dalla pinna magica, che aveva il potere di sconfiggere tutte le barche trasformandole in un gioco gonfiabile sottomarino, dove tutti gli organismi del mare avrebbero potuto divertirsi e fu proprio quello che fece!
Una gabbianella, che riposava appollaiata su una barca, fu travolta dall’incantesimo e magicamente ritornò alla sua forma originale: quella dell’Aquila di Mare, che sapeva portare l’arcobaleno fra le acque. Si scoprì così che molti anni or sono era stata vittima di una strega che l’aveva trasformata da essere dell’acqua a essere dell’aria, ma grazie alla magia dello squalo Beppe  successe che alle prime luci dell’alba l’incantesimo si spezzò e dopo che la gabbianella ebbe potuto finalmente rivelare la sua identità, tutti gli amici ritornarono a casa insieme e poterono giocare sui giochi subacquei e scivolare sull’arcobaleno senza più navi puzzone.
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I 5 sensi del mare: l’olfatto

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Olfatto: funzione sensoriale specifica relativa alla percezione degli odori, presente in quasi tutti gli animali, ma particolarmente accentuata nei vertebrati, nei quali i recettori periferici specifici si trovano nella mucosa delle cavità nasali.

Per l’uomo l’odore è uno dei sensi più importanti al momento di capire se dobbiamo avvicinarci o sottrarci a un luogo, un cibo, un oggetto o persino un’altra persona: pensateci, quante volte avete usato il senso dell’olfatto per farvi guidare o almeno suggerire la scelta giusta? I cattivi odori vengono letti dalla nostra mente come un’allerta, mentre i buoni odori sono accoglienti e ci invitano a provare o ripetere un’esperienza.

Il mare, la spiaggia, una buona grigliata di pesce, la pelle sotto il sole…sicuramente leggendo queste parole il vostro cervello ha evocato immagini e ricordi olfattivi: addirittura esistono agenzie di marketing che si occupano in maniera specifica di comunicare i loro prodotti attraverso gli odori, con campagne pubblicitarie e scenografie olfattive.

Ma realmente, il mare ha un odore? Cosa vi stimola il “…mare, profumo di mare…” della famosa canzone di Little Tony? Per esempio fra gli aromi preferiti della Cooperativa Ziguele c’è proprio quello dell’aria che si respira quando siamo in mezzo al mare su una barca: un aroma che sa di freschezza e vita. Di certo definire l’essenza del mare, non è banale: secondo alcuni si riconduce all’odore di salsedine, alghe o crema solare, secondo altri invece riporta a concetti più astratti come la felicità e la libertà. E perché dunque acqua salata, alghe e crema si trasformano in un qualcosa di così inebriante e appagante? Potrebbe semplicemente essere per le sensazioni, le esperienze e i ricordi che l’odore del mare riesce a stimolare in noi: relax, libertà, vacanze, corse sul bagnasciuga, gite in barca…

Ecco pertanto il quarto senso con cui giocheremo sabato 7 ottobre alle 15.30 in Piazza Senarega a Genova: anche qui l’olfatto ci farà da guida per scegliere come orientare la favola che costruiremo insieme, grazie all’uso dei quattro sensi che vi abbiamo raccontato in questi giorni. Sabato pomeriggio quindi è da segnare in agenda! Il laboratorio “Il Raccontamarino” vi aspetta!

Vai agli altri post della serie “I cinque sensi del mare”: vista, udito, tatto, gusto, olfatto

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I 5 sensi del mare: il tatto

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Tatto: senso che attraverso le terminazioni sensitive della pelle permette di riconoscere la forma, la consistenza e le caratteristiche esterne degli oggetti

Il tatto è il primo senso che viene sviluppato dagli embrioni umani ed è attraverso di esso che alla nascita i neonati hanno le prime esperienze relazionali ed affettive con la madre: il contatto con la sua pelle e con il suo calore attraverso le carezze e gli abbracci. Pensare a queste primarie e fondamentali esperienze ci fa comprendere quanto potere sia racchiuso in questo senso: ha funzioni comunicative ed esplorative ma anche, e di primaria importanza, funzioni protettive!

Quando pensiamo al mare ed in particolare al momento in cui il nostro corpo si immerge in acqua di mare, riconosciamo che è questo senso che, per primo, viene stimolato: all’inizio della stagione un brivido di freddo può percorrerci ma può anche capitare che nelle torride giornate estive ci pervada una piacevole sensazione rinfrescante…

Più difficile sarebbe invece descrivere la consistenza e la tessitura dell’acqua, ma il senso del tatto in mare non si limita alla sola percezione dell’acqua, questo senso rappresenta infatti una via per molteplici altri stimoli dovuti alla moltitudine di ambienti e di organismi presenti.

Il piacere di una passeggiata su una soffice spiaggia corallina, la sensazione di un insopportabile solletico causato da uno sfioramento di qualche alga, il bruciore del contatto con una medusa, la scivolosità dei pesci, la ruvidezza della pelle degli squali e tanto altro…

Il 7 ottobre alle ore 15.30 in Piazza Senarega nell’ambito della Notte Bianca dei bambini a Genova anche il tatto ci sarà d’aiuto per scrivere la nostra storia di mare nell’ambito del laboratorio narrativo “Il Raccontamarino”!!

 

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I 5 sensi del mare: l’udito

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Udito: Funzione sensoriale specifica relativa alla percezione di suoni e rumori, avendo per organo di recezione degli stimoli l’orecchio.

Se ci trovassimo in riva al mare con gli occhi bendati, non avremmo dubbi nel riconoscere dove siamo: il rumore delle onde che si frangono sulla costa è inconfondibile!

E qualunque sia il mare, in qualunque posto del mondo, alcuni suoni che lo accompagnano sono uguali: l’acqua che va e viene lambendo la riva, ora tranquillamente, ora in tempesta.

Diciamocelo, il mare è un posto pieno di rumore… ma solo in superficie noi riusciamo a percepirlo: i gabbiani che volano sulle nostre teste, i ragazzini che si tuffano dagli scogli con dei grandissimi splash!, le navi che solcano gli oceani con potenti motori e sirene, bambini che urlano giocando sulla riva … addirittura le esplosioni!

Appena ci immergiamo al di sotto del livello del mare però, tutto cambia. Entriamo in un mondo silenzioso e chi ha la fortuna di essere subacqueo si rende conto bene di quanto questo quieto regno eserciti fascino sull’essere umano, abituato a vivere immerso nei rumori.

A essere sinceri non è che sott’acqua ci sia silenzio assoluto, ma i pochi rumori che si sentono ci arrivano lontani e ovattati… come mai, visto che in acqua il suono viaggia più velocemente che in aria? Il motivo risiede proprio nella sua natura: i segnali acustici si propagano come onde meccaniche che subiscono una serie di compressioni e rarefazioni nel mezzo in cui viaggiano, nel nostro caso l’acqua. Ecco dove sta la differenza: essendo un liquido, l’acqua risulta meno comprimibile rispetto all’aria, che è una miscela di gas, le sue molecole resistono di più alla compressione e trasmettono quindi l’onda con più rapidità.

La velocità però dipende da pressione e temperatura: quando aumentano, aumenta anche la rapidità di propagazione rendendo il suono un viaggiatore più veloce nelle acque calde e superficiali. Scendendo verso la profondità invece, la pressione aumenta e la temperatura diminuisce rallentando tutti i segnali acustici.

Non tutti comunque hanno la fortuna di poter andare a zonzo sott’acqua per sentire o non sentire i rumori di quel regno e voi? Se chiudete gli occhi e pensate al mare, quali suoni vi vengono in mente?

Siamo curiosi di conoscerli e di farvi sentire i nostri! Se sei curioso anche tu, ti aspettiamo alle 15.30 il 7 ottobre in Piazza Senarega a Genova, dove con il laboratorio “Il Raccontamarino” durante le attività Notte Bianca dei Bambini, parleremo anche di suoni facendoci trasportare con creatività per creare nuove favole insieme.

 

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