Stagionalità è sostenibilità – che pesce mi consigli? La triglia

Ricette, Vita marina | 0 comments | by Ziguele

Pesce di gennaio : la Triglia

Perfino gli antichi romani ne decantavano la squisitezza delle carni!  Graziosa da incontrare nel suo ambiente naturale e deliziosa al gusto, il pesce che vi presentiamo questo mese, la triglia di scoglio, è tra le specie marine più diffuse nel Mediterraneo e lungo le nostre coste.

In commercio si trovano due tipologie di triglie, di scoglio e di fango, che differiscono sia per l’ambiente in cui vivono sia per alcune caratteristiche morfologiche; poiché il nostro tratto di mare è dominato da fondali rocciosi, concentriamo la nostra attenzione sulla triglia di scoglio.

Iniziamo a conoscerla…

Nome specie:  Triglia di scoglio (Mullus surmuletus)

Piccole triglie di scoglio che cercano cibo con i barbigli

Famiglia: Mullidi

Nomi dialettali liguri: nome (zona) – Treggia de scheuggio (Genova)

Caratteristiche morfologiche: Pesce dal un colore rosso o brunastro, con alcune strisce gialle longitudinali, le triglie sono caratterizzate da due barbigli sulla mandibola ed occhi situati in alto. Hanno grandi squame, due pinne dorsali, di cui la prima ha raggi spiniformi e presenta due fasce trasversali scure; il profilo del capo è più obliquo rispetto a quello della triglia di fango ed ha la coda a due lobi.

Riproduzione: La taglia media degli individui sessualmente maturi è tra i 15 ed i 26 cm di lunghezza, a circa un anno di età. Possono raggiungere i 40 cm ed oltre 1 kg di peso, ma in Mar Ligure è sempre di statura assai inferiore.

Si riproduce tra maggio ed agosto e depone piccole uova sferiche galleggianti. Le larve, che misurano circa 3 mm alla schiusa, sono di colore azzurro, prive di barbigli, e fanno vita pelagica; migrano solo successivamente verso costa ed assumono la colorazione dell’adulto solo all’inizio della vita vicino al fondale.

Triglia riposa vicino alla Posidonia

Abitudini e curiosità: Pesci gregari (si muovono e vivono in gruppo), frequentano le acque costiere e principalmente fondali rocciosi o praterie di posidonia dove gli scogli si alternano ad ampi spazi sabbiosi. Da circa 10 metri fino a circa 80 m di profondità.

 

Alimentazione: Specie carnivora, la triglia di scoglio usa i due barbigli sulla mandibola per rovistare nella sabbia alla ricerca di vermi ed altri piccoli crostacei, molluschi, invertebrati ed anche piccoli pesci benthonici di cui si nutre.

 

I Mullidi vengono abitualmente descritti come privi di denti nell’arcata superiore. Contrariamente alle descrizioni (basate sulle caratteristiche degli adulti), i giovanili di M. surmuletus presentano dei denti che tuttavia non sono visibili perché completamente coperti dal tessuto labiale. Con la crescita, il numero dei denti decresce fino a scomparire negli individui di taglia superiore ai 10 cm.

 

Metodi di pesca: Ha carni sode e profumate di valore commerciale superiore a quelle della triglia di fango, i pescatori, per esaltare il colore rosso vivo del pesce, erano soliti desquamarli subito dopo la cattura.

Si pesca tutto l’anno, in particolare nei mesi autunnali ed invernali con reti a strascico, nasse, lenze e reti da posta. La taglia minima della specie è fissata a 11 cm.

Cassetta di triglie appena pescate con tramaglio

 

Ricetta:

Le carni sode, profumate ed assai gustose della triglia di scoglio, sono da valorizzare con ricette semplici che ne esaltino il sapore, senza coprirlo con ricette troppo elaborate.

Noi siamo amanti del pesce cucinato in maniera semplice e la triglia si presta perfettamente all’uso, vi proponiamo quindi una tipica ed essenziale ricetta ligure.

“Triglie alla ligure”

 

Ingredienti:

6 triglie                                                               2  acciughe sotto sale

1 cipollina                                                          semi di finocchio

1 bicchiere di vino bianco                            Capperi sottosale

1 cucchiaino di prezzemolo tritato

 

Preparate un battuto con cipolla, prezzemolo ben lavato e asciugato, semi di finocchio, acciughe pulite dal sale.  Rosolate il tutto con abbondante olio, salate leggermente e bagnate con un po’ di vino bianco.

Pulite e sistemate le triglie in una teglia cosparsa di olio extravergine di oliva. Aggiungete il sughetto precedentemente preparato, aggiungete i capperi, infornate e cuocete in forno per circa 15 minuti a 180°.

Bibliografia:

Costa F. Atlante dei pesci dei mari italiani. Mursia, 1991

Louisy P., Trainito E. Guida all’identificazione dei pesci marini d’Europa e del Mediterraneo. Il Castello, 2006

Tortonese E. I pesci e i cetacei del Mar Ligure. Bozzi, 1965

Palombi A., Santarelli M. Gli animali commestibili dei mari di Italia. Hoepli, 1960

http://fishbase.org

http://www.fao.org/fishery/species/3207/en

http://www.aiamitalia.it

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