I 5 sensi del mare: il gusto

Eventi, Laboratori | 0 comments | by Ziguele

Gusto: senso che permette la definizione qualitativa di una sostanza in base al sapore.

La settimana scorsa abbiamo parlato di olfatto, udito, tatto e vista … non vi sembra che manchi qualcosa? Esatto! Il gusto! Non ce ne eravamo certo dimenticati e dopo la Notte Bianca dei Bambini ecco in arrivo il prossimo evento Ziguele: in collaborazione con il locale “Panino Marino” potrete provare a comporre il panino dei vostri sogni!
Se pensiamo al mare, sicuramente il primo gusto che ci viene in mente è salato: quante volte senza volere l’acqua ci è finita in bocca mentre sguazziamo fra le onde? Eppure se ci pensiamo meglio i gusti che ci porta il mare sono tanti e deliziosi e li possiamo trovare spesso sulla nostra tavola!

Un cibo, il pesce, che l’uomo ha iniziato a sfruttare fin dall’antichità, quando, prima di iniziare a praticare l’agricoltura, si cibava di selvaggina, radici e bacche. La selvaggina però era più soggetta a migrazioni quindi i pesci diventarono la fonte più affidabile di proteine e grassi nell’alimentazione degli uomini preistorici. Inoltre il pesce forniva, ieri come oggi, aminoacidi essenziali e acidi grassi che le piante non potevano fornire.


Le tecniche di pesca si basavano su reti, a strascico o fisse. Venivano organizzate vere e proprie battute per spaventare e spingervi il pesce, come nelle moderne tonnare; gli Egiziani invece lo catturavano poi con arpioni o nasse piazzate lungo il fiume. I più abbienti di questo popolo, ma anche fra i Babilonesi disponevano inoltre di vivai, ottenuti deviando il corso delle acque in bacini chiusi, in cui allevavano pesci e molluschi.
Nel mercato dei Greci troviamo pesciolini di poco prezzo e pesci più grandi, alcuni molto costosi, d’acqua dolce e salata. Il pesce si vendeva fresco o affumicato, o in salamoia: alici, acciughe e tonno. Sarebbe invece troppo lungo fare l’elenco di tutti i pesci che, di volta in volta, furono considerati il non plus ultra dai buongustai romani: spigole, murene, e soprattutto triglie. Poi c’erano i crostacei, le gigantesche aragoste e, per le grandi cene, le ostriche, che non mancavano mai.

Insomma, da che mondo è mondo, il pesce arricchisce la nostra tavola e la nostra dieta con sostanze insostituibili, ma soprattutto con gusto ineguagliabile.

Se vi ritrovate in questa storia, come degni discendenti dei golosi romani, allora vi aspettiamo sabato 11 novembre, per giocare proprio con il quinto senso: il gusto. Salvatelo in agenda!!!

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